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Fumo: sigaretta elettronica, 'tanto vapore per nulla?'

Questa indagine rivela aspetti interessanti sul profilo dei consumatori di sigarette elettroniche in Italia. È emerso da una ricerca dell'associazione I-Think, che ha esaminato studi scientifici, normative e statistiche sulla diffusione delle sigarette elettroniche nel nostro Paese e all'estero. Un tema attuale che merita attenzione e discussione.

In Italia, secondo l'ANaFe, l'Associazione nazionale fumo elettronico, i fumatori di sigarette elettroniche sono circa un milione, per lo più giovani, che ricorrono alla e-cig in media 9 volte al giorno. Questo numero è in costante crescita: nel 2010, infatti, sono state vendute 750 mila sigarette elettroniche, per passare a 2,5 milioni nel 2011 e a 3,5 milioni nel 2012. La convenienza economica ha influito su questa diffusione: per un fumatore medio, la spesa annuale per le e-cig è di 350 euro, rispetto ai 1.460 euro per le sigarette tradizionali. In breve tempo, è emerso un nuovo mercato con 1.500 punti vendita, che potrebbero diventare 4 mila entro la fine del 2013, con un fatturato di 350 milioni di euro nel solo 2012. Questo settore, tra strutture commerciali e produzione diretta, dà lavoro a 4 mila persone. A livello globale, il mercato della sigaretta elettronica raggiunge il miliardo e mezzo di euro.

Tra nicotina e aromi, secondo un'indagine Doxa-ISS-Istituto Mario Negri, i consumatori di sigarette elettroniche, sia abituali che occasionali, preferiscono in netta prevalenza le e-cig a base di nicotina. Mentre sugli effetti che la e-cig ha avuto sul consumo di sigarette convenzionali, il 44,4% dei consumatori ha ridotto leggermente il numero di sigarette fumate, il 22,9% lo ha diminuito drasticamente, il 22,1% non ha modificato il proprio comportamento e il 10,6% ha smesso del tutto.

Dati che confermano l'urgenza di approfondire gli effetti sulla salute della sigaretta elettronica e la sua validità come terapia per smettere di fumare. Questi sono i temi della ricerca condotta da I-Think, che analizza le diverse posizioni assunte a livello internazionale, sia dal punto di vista scientifico che normativo. Esiste ancora una mancanza di consenso sull'assimilazione delle e-cig a prodotti farmaceutici o a prodotti del tabacco. La questione è complessa e delicata a causa dell'assenza di trial clinici controllati e indipendenti sui lungimiranti effetti delle sigarette elettroniche.

In Italia, sono stati condotti vari studi e altri sono in fase di sviluppo, tra cui quelli dell'Università di Catania e dell'Istituto Europeo di Oncologia sull'uso delle sigarette elettroniche per la disassuefazione. Il mercato è completamente liberalizzato, con obbligo del marchio CE per le sigarette contenenti nicotina e divieto per i minori di diciotto anni. Si sconsiglia inoltre il loro utilizzo a donne in gravidanza e in allattamento.

Da qui la necessità di predisporre una proposta di legge che promuova trial clinici, rigidi standard di produzione, distribuzione e informazione, lotta al contrabbando, controllo sulle strategie pubblicitarie, divieto per i minori e sensibilizzazione sui corretti stili di vita.

(Fonte: SaluteOggi - ASCA.it)