Sono questi i tratti del consumatore abituale di sigarette elettroniche in Italia. A delinearli, una ricerca condotta dall'associazione I-Think dal titolo ''Tanto vapore per nulla? Il punto sulla sigaretta elettronica'', che esamina principali studi scientifici, normative e dati sulla diffusione della e-cig in Italia e nel mondo. Lo studio mira a stimolare il dibattito e contribuire a un percorso normativo che regoli la crescente diffusione delle sigarette elettroniche, introdotte in Europa nel 2006.
In Italia, secondo l'ANaFe, i fumatori di sigarette elettroniche sono circa un milione, per lo più giovani, che utilizzano la e-cig in media 9 volte al giorno. Il loro numero è in costante crescita: nel 2010, sono state vendute 750 mila sigarette elettroniche, per poi aumentare a 2,5 milioni nel 2011 e a 3,5 milioni nel 2012. Questo sviluppo ha portato alla creazione di un mercato che conta circa 1.500 punti vendita e un fatturato che nel 2012 ha raggiunto i 350 milioni di euro. A livello globale, il mercato della sigaretta elettronica vale un miliardo e mezzo di euro.
Un'indagine ha rivelato che il 44,4% dei consumatori ha ridotto leggermente il numero di sigarette fumate, il 22,9% ha diminuito drasticamente, il 22,1% non ha cambiato comportamento e il 10,6% ha smesso del tutto.
Questi dati evidenziano l'urgenza di approfondire gli effetti sulla salute delle sigarette elettroniche e la loro validità come metodo per smettere di fumare.